East side - west side

4 luglio 2003: performance East side-west side, testo di Annalisa Comes, musica di Nicola Campogrande, esecuzione del gruppo Blue Bossa, nell’ambito della VI edizione del Premio e Festival per la Letteratura di Viaggio (Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Comune e Provincia di Roma).


East side-west side

I
You dream a wonderful life
just down the corner
just down the corner
up to the hill
with pleasure fill
just down the corner
just down the corner.


Lingua metà oceano,
là una ragazza-madre porta il figlioletto in un parco pubblico.
Gli uccelli picchiano le tempie alle vecchie querce.
Sul verde acetoso della tela casalinga
un tosaerba canta,
disteso bocconi.
Là fuma un'officina di buon lavoro
e di mensa.
Sorride alle bufere del nord.
E tende abbassate, di sedie con foderine:
l'officina fuma per il caffellatte
fuma la vasca da bagno inglese
e soffia la sua aria di borotalco.
Soffia laggiù
sull'erbetta composta dal barbiere,
sulla collina di coda di aceri,
sul colonnato neoclassico della polizia,
sull'ovale di cuoio
lanciato dagli scolari dopo la scuola
e il cielo splende
nella sua cortina di mattoncini rossi.
Soffia la luce color zafferano
nei caffè dove si incontrano dentisti
e cameriere con la gonna lilla al ginocchio,
e lo zucchero dell'applepie feriale,
e pensionati col libro mastro delle partite sottobraccio,
mentre nella hall di una pensioncina
tre vecchiette lavorano a maglia
e dentro profonde poltrone di chinz azzurro discorrono
della Pentecoste,
e di tanto in tanto graffiano di smalto
la tazza del tè.
Là una pozza in cortile
ricorda la seconda riva dell'Hudson,
la giacca appesa nell'armadio
la carta delle due Americhe
e un tassì attraversa sobri e ubriachi.
Così soffia la luce di vetro
dal bovindo
col suo tintinnio di cucchiaini da gelato
alle cinque in punto - pill,
sulla chiesa dalla schiena veneziana,
up to the hill,
e sulle begonie gialle, e i muretti d'alloro,
e sull'asfalto dal sapore di miele.
Una madre con la stella di david
appuntata sul colletto di seta azzurra
culla nella polvere
il carrello della spesa.
E si addormenta anche l'oceano
al ritmo del suo canto,
metà lingua.


Up to the hill
with pleasure fill.


Soffia il fiato della balia nera
che aggiusta quasi in corsa gli angoli della calza scesa,
soffia il caminetto sul calendario delle cascate d'Occidente,
soffia il melograno dietro le righe oblique dello steccato.

just down the corner,
just down the corner,
just down the corner.

A ovest, dove la memoria sa di metallo,
il dado è levato in cielo
e il cielo è di un pallido azzurro, ancora notturno.
Sfogliando il "New York Times" un uomo sente nel fruscìo l'annuncio
del canale e sirene dei pompieri e grattacieli
e ancora, ancora più a ovest,
quando una specie di Titanic vira
sputando schiuma dalle bocche,
vede la donna di gesso che troneggia
colla sua fiaccola da negromante tra le dita.
 

II
Oh honey, where is your man?
Honey, your man is just down the river
He is just down the river.
just down the river -
opposite side.


C'era la luna e la terra brillava.
Giù lungo il fiume alla mezzanotte.
- Non c'è -
- Non c'è -
C'era la luna e il vento di nord-est
e il cielo blu degli appuntamenti:
io aspetto, l'azalea rosa cucita al petto.
Le luci sono accese, i cortili muti
e una pioggia senza scrosci sull'oceano,
fin qui alla riva oleosa dell'Hudson:
una pioggia larga e possente
cola tra i neon, sul treno merci, sul giardinetto della vedova del pastore,
sul distintivo scintillante di uno sceriffo.
Dorme l'intera città:
nella sua coltre di benzina e trampoli azzurri
si seccano gli sputi sopra le stecche da biliardo.
Dormono i vecchi fiumi e le colombe bianche del quartiere cinese,
e le valigie del deposito 436,
il molo col suo ricamo di alghe e foglie di tè.
Giù, lungo il fiume, alla mezzanotte
aspetto, percorrendo col passo la notte calata:
troppo scuro per leggere un romanzo.
Aspetto sulla riva di acqua e cielo,
sulla banchina dello sbarco:
qui accanto la minestra cola dalla bocca di un vecchio ferroviere
cola a zig zag dal suo berretto la pioggia della metropoli
cola anche sull'ombrello nero aperto solo a metà del ricco avvocato
e le gocciole rigano il colletto azzurro inamidato:
così tanto per vera democrazia.
Aspetto nella notte nera, come un uccello.
Tra i fanali dei bus, che fiottano
a ritmo l'acqua che sa di birra e lampone.
E guardo le lancette dell'orologio
e il cane che abbaia
e il fischio tra i denti di un potente swing.


- Non c'è -
- Non c'è -
Oh honey, where is your man?

Scuoto la testa,
l'aria è pesante di gomma e corda andate a male
sotto la luna si spande un buio già tutto invernale.
Al tavolo laccato di una stazione di benzina
aspetto, bevendo fino alla mattina.
Ricordo il bicchiere di quarzo tra le sue cinque dita.
Ah, non ho pazienza
non ho pazienza,
ma aspetto che la pioggia passi per uscire.
Non ho pazienza,
non ho pazienza,
ma aspetto che questa pioggia lenta passi la colazione,
e i nodi dei capelli:
una mosca ronza sul velo della camicia.
Non ho pazienza,
non ho pazienza,
si scioglie nella pioggia anche il giornale della domenica,
cola dal vetro l'acqua verde dell'oceano
Non ho pazienza
non ho pazienza.
Batto col tacco le onde del linoleum,
brillano sulla tavola i cerchi dello zucchero a velo,
piove senza fretta
acqua dal rubinetto.

 
- Ah, non c'è -
- non c'è -.

Honey, your man is just down the river
He is just down the river.
opposite side.

Honey
, lui (un tale del West) scende ubriaco
dal caffè saloon nella luce giallo limone
mentre un cane abbaia, e il fischio della metro
sale sulla collina insieme a un blues,
giù alla riva sinistra del fiume.
Siede da solo nel buio.
Sfoglia gli annunci del "New York Times".
Giù sulla riva opposta del fiume:
opposta, mentre lei lo aspetta invano.

III
Lingua metà oceano,
sulla terra dello sbarco e della profezia.
Passa nel canale sull'acqua di petrolio
un piroscafo di viti e bulloni, con la sua potente caldaia di ghisa.
East side-west side.
Passa col suo carico dividendo la città:
di tetti, asfalto, calce, pioppi.
Basta uscire dalla cabina
per vedere i gabbiani biforcuti sulla gru verderame
e più in giù, nella nebbia fitta,
vedere che la terra non è tonda ma
cime di neon azzurrino.
Là dove il fiume divide est e ovest,
separa la collina dal parco pubblico con la sua prua di ferro,
e il figlio dalla madre,
il bianco dal nero,
l'impero dal cortile di terracotta senza luna.

You dream a wounderful life
just down the corner
just down the corner
up to the hill
with pleasure fill
just down the corner
just down the corner.


Ogni uomo, scendendo dal predellino, si dice figlio della libertà
sventolando un panno a strisce.
Ognuno di loro ingoia la luce della luna
e accartoccia il quotidiano delle province,
nella direzione di una mano tesa.
Ognuno di loro guarda l'acqua che gorgoglia
e il suo riflesso nella prima vetrina di un caffè;
mentre il dito compone il numero, la mano afferra la cornetta.
E basta chiudere gli occhi, chiuderli sulla scialuppa
vuota, immobile in mezzo alla baia
e gridare - opposite side -: terra!